All for Joomla All for Webmasters

Le Logge dell’Emilia Romagna: R∴L∴ Andrea Palladio n˚1177, Oriente di San Lazzaro di Savena

La Loggia Andrea Palladio si è costituita nel 2001, attraverso l’idea di pochi fratelli animati dalla volontà di creare un luogo dedicato alla ricerca esoterica e allo sviluppo del cammino iniziatico. Un luogo che potesse dare attuazione a quanto previsto dall’art. 9 della Costituzione del Grande Oriente d’Italia, secondo cui i liberi muratori devono essere reciprocamente impegnati alla ricerca esoterica, all’approfondimento iniziatico ed alla proiezione dei valori muratori nel mondo profano.

 

 

Andrea Palladio, il genio italiano dell’architettura mondiale

 

 

Questi precisi obiettivi elencati nell’articolo appena citato, suggeriscono che l’appellativo di “Loggia di ricerca” di cui alcune Officine si sono volute fregiare, è quantomeno pleonastico –se non inutile, proprio perché, come dice con chiarezza la Costituzione, tutte le Logge massoniche devono essere luogo di ricerca esoterica.
Con questo preciso intento i fratelli fondatori della Palladio posarono i primi mattoni dell’Officina, convinti che solo un indefesso e costante lavoro all’interno del Tempio attraverso l’utilizzo degli strumenti della tradizione libero muratoria, potesse offrire ai propri membri l’occasione di vivere quel percorso di trasmutazione della coscienza e della conoscenza dell’Uomo che costituisce la vera missione della libera muratoria. Il primo fondamento per mettere in pratica un percorso massonico degno di questo nome è la costante frequentazione dei lavori di Loggia da parte dei suoi membri. Frequentare assiduamente il Tempio ha sempre costituito per i fratelli della Palladio un dovere irrinunciabile e non negoziabile, un dovere che sin dagli incontri di tegolatura viene presentato come imperativo ai futuri fratelli. La presenza ai lavori rituali dei fratelli della Palladio nei quindici anni di sua attività è sempre stato superiore al 90% degli iscritti a piè di lista.

È un risultato che non è stato conseguito attraverso un atteggiamento sanzionatorio o ritorsivo nei confronti delle eventuali assenze, bensì con la testimonianza attiva che solo una frequentazione costante consente di fare vibrare quel meccanismo interiore che tutti gli uomini posseggono, e che il mondo profano tende con sempre maggiore forza a tenere sopito.

Un altro aspetto che ha contribuito alla coesione tra i fratelli, che si manifesta anche nell’alta percentuale di frequentazione, è il rigore nell’esecuzione del rituale. La Loggia Palladio ha fatto del lavoro rituale un proprio punto di forza e un elemento caratterizzante, e chi ha avuto modo di assistere ai nostri lavori rituali, generalmente lo nota.

Un’altra caratteristica di tutti i membri della Palladio è l’attaccamento e orgoglio nei confronti del rituale praticato, che non è quello del 1969 generalmente usato dalle Logge dell’obbedienza, ma è il frutto di un lungo lavoro esegetico del Fr. fondatore M. N., uno tra i massimi esperti di ritualistica massonica, e dal Fr. Paolo Lucarelli, passato da alcuni anni all’Oriente Eterno. Tale lavoro ha portato alla riscoperta della Guida dei Massoni Scozzesi 1804, rituale dei primi tre gradi simbolici della massoneria, già in uso presso le logge francesi nel XVIII secolo e adottato dal neonato Grande Oriente d’Italia nel 1805; il medesimo rituale fu utilizzato anche nel 1946, dopo la caduta del regime fascista che aveva sospeso la Massoneria, alla ripresa ufficiale dei lavori.

L’intento dei “palladiani” non consisteva dunque nello stilare una classifica di gradimento dei rituali esistenti, né di perseguire una via elitaria di distinzione, bensì di perseguire un ritorno ab origine che avesse come obiettivo quello di dare massima rilevanza alla Tradizione propria del Grande Oriente d’Italia – Palazzo Giustiniani.

Altro elemento caratterizzante della Loggia Andrea Palladio è l’attenzione rivolta alla fase che conduce un profano ad esservi iniziato.

La Loggia Andrea Palladio non ha mai cercato di inserire tra le proprie colonne eruditi, studiosi di esoterismo illustri, o altri membri notabili della società profana. Certamente sarebbero i benvenuti, ma l’Officina non ha mai impostato l’ammissione dei nuovi membri sulla base del censo, della posizione nel mondo profano, così come non è mai stata animata dal desiderio di accrescere il numero dei propri affiliati al solo fine di arricchire il proprio Tesoro di Loggia o la propria influenza all’interno dell’Oriente in cui opera o della Comunione massonica in generale.

Chi bussa alla porta del Tempio della Palladio può, come spesso accade, non sapere nulla di massoneria ed essere totalmente imbevuto di profanità; i requisiti che generalmente si cercano nel bussante nella fase di tegolatura sono – oltre ovviamente a quelli espressamente indicati dalla Costituzione dell’Ordine – uno spirito incline ad indagare mondi fino ad allora sconosciuti e la disponibilità a condividere con la comunità iniziatica i propri intenti, le proprie forze ed anche i propri limiti.

Chi possiede un tale bagaglio e fa il suo ingresso nella Palladio, e con costanza si lascia via via trasportare dai lavori rituali, avrà modo di comprendere – senza bisogno che gli venga detto da alcuno – che la Massoneria non ha nulla a che vedere con l’immagine (negativa) scolpita presso l’opinione pubblica dell’Italia, che la Massoneria costituisce un mezzo straordinario – uno dei pochissimi oggi rimasti – per dare senso profondo all’esistenza umana.

 

 

 


 Il primo M∴V∴, F. C.

 

 

Questi sono parte dei motivi che 15 anni fa hanno spinto i Fratelli fondatori a lasciare le loro Logge di origine per fondarne una completamente nuova dove poter far vivere questi ideali. Oggi di quei Fratelli Fondatori non ce ne sono più a piè di lista, per i motivi più disparati, non certo per insofferenza rispetto alla Loggia che avevano fondato, ma ciò non ha spento la fiamma che il carissimo Gran Maestro Fr. Gustavo Raffi, in quel 27 gennaio 2002, consegnò nelle mani del nostro primo M.V., il Fr. F. C., oggi passato all’Oriente Eterno (vedi foto sopra).

L’art. 9 della Costituzione – I doveri dei Liberi Muratori, recita testualmente:

I Liberi Muratori devono osservare gli Antichi Doveri ed essere fedeli alla tradizione dell’Ordine Massonico Universale, sempre comportandosi da buoni e leali cittadini, rispettosi della Carta Costituzionale della Repubblica Italiana e delle leggi che alla stessa si conformino; essi sono reciprocamente impegnati alla ricerca esoterica, all’approfondimento iniziatico ed alla proiezione dei valori muratori nel mondo profano.

Sono inoltre tenuti:

– ad osservare fedelmente la Costituzione ed il Regolamento dell’Ordine, il Regolamento di Loggia ed il Rituale;

– ad operare effettivamente alla propria elevazione morale, intellettuale e spirituale;

– ad assolvere gli impegni assunti e ad esercitare scrupolosamente le attribuzioni del proprio grado od ufficio nella Comunione;

– a riconoscere, quale presupposto preliminare di tutela giurisdizionale, la competenza degli Organi costituiti dal Grande Oriente d’Italia;

– ad intervenire alle Tornate della propria Loggia;

– a mantenere la discrezione sui Lavori iniziatici;

– ad astenersi da ogni azione contraria alla lealtà e a comportarsi da uomo d’onore.

 

 


Il Fr∴ Paolo Lucarelli rilegge il rituale di Innalzamento delle Colonne

 

 

II Libero Muratore rifiuta il dogmatismo e non accetta limiti alla ricerca della verità. Segue l’esoterismo ed il simbolismo; apprende l’uso dei tradizionali strumenti muratori; esalta il Lavoro, la Tolleranza e la Virtù; opera per unire gli Uomini nella pratica di una Morale universale senza alcuna distinzione di origine, razza, credenze o condizioni sociali.

II Fratello in posizione di sonno o depennato dal piè di lista di Loggia è soggetto ai doveri derivanti dalla iniziazione muratoria.

Oggi la Loggia Palladio è composta da 26 Fratelli, e si ritrova il secondo e il quarto giovedì di ogni mese, lavorando da metà settembre fino al Solstizio d’Estate, che viene celebrato ritualmente con un’Agape Rituale. Anche il Solstizio di Inverno si celebra con l’Agape Rituale.

 

Per  gentile concessione della R∴L∴ Andrea Palladio 1177, Oriente di San Lazzaro di Savena.

 

 

 

Per modifiche o suggerimenti scrivere a: redazione@goiemiliaromagna.it

 

Chiunque volesse proporre la storia delle propria Logge,  limitatamente a quelle appartenenti agli O∴R∴ della regione Emilia Romagna, è invitato a scriverci alla suddetta email
o a prendere contatto con il Fr∴ Presidente del Collegio Circoscrizionale dei MM∴VV∴

 

 

 

Condividere

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Questo sito utilizza i cookie per migliorare la tua esperienza di navigazione. Puoi esprimere il tuo consenso con i bottoni a fianco.

Informativa
WP Facebook Auto Publish Powered By : XYZScripts.com