Alexander Fleming, il Fratello che scoprì la penicillina: scienziato, Nobel e protagonista della Massoneria inglese
Alexander Fleming non fu soltanto lo scienziato che con la scoperta della penicillina contribuì a cambiare per sempre la storia della medicina. Fu anche un Libero Muratore profondamente inserito nella Massoneria inglese, nella quale percorse un lungo cammino iniziatico ricoprendo importanti incarichi. Iniziato nel 1909 nella Sancta Maria Lodge n. 2682 di Londra, raggiunse negli anni alcuni dei più prestigiosi riconoscimenti della United Grand Lodge of England.
Alexander Fleming, lo scienziato che cambiò la medicina
Nel 1928 Alexander Fleming compì la scoperta destinata a legare per sempre il suo nome alla storia della medicina: la penicillina.
Nato il 6 agosto 1881 a Darvel, in Scozia, Fleming si era trasferito giovanissimo a Londra e si era formato come medico alla St Mary’s Hospital Medical School.
Fu proprio lavorando al St Mary’s che osservò qualcosa di straordinario in alcune colture di stafilococchi.
Una muffa aveva contaminato accidentalmente una capsula di Petri. Attorno ad essa, però, Fleming notò una zona nella quale i batteri erano scomparsi.
Invece di limitarsi a considerare quella contaminazione un esperimento fallito, Fleming cercò di comprenderne la causa.
La muffa apparteneva al genere Penicillium e la sostanza capace di contrastare la crescita batterica venne chiamata penicillina.
Quell’osservazione avrebbe aperto la strada alla rivoluzione degli antibiotici.
Prima dello scienziato celebre, il Fratello Fleming
C’è però un capitolo della vita di Alexander Fleming molto meno conosciuto dal grande pubblico: la sua lunga appartenenza alla Libera Muratoria.
Non si trattò di un passaggio occasionale.
Fleming entrò nella Massoneria inglese quando era ancora un giovane medico, molti anni prima della scoperta che lo avrebbe reso celebre in tutto il mondo.
Nel 1909, all’età di 27 anni, venne iniziato nella Sancta Maria Lodge n. 2682 di Londra, appartenente alla United Grand Lodge of England.
La Sancta Maria aveva una caratteristica particolare: era fortemente legata all’ambiente del St Mary’s Hospital, la stessa istituzione nella quale Fleming svolgeva la propria attività scientifica.
Massoneria e professione medica si incontrarono così molto presto nella sua vita.
La Sancta Maria Lodge n. 2682
La Sancta Maria Lodge n. 2682 era stata consacrata a Londra nel 1897 e raccoglieva uomini legati in vario modo al St Mary’s Hospital.
Fleming vi entrò nel 1909 e negli anni successivi percorse progressivamente il proprio cammino all’interno dell’Officina.
Nel 1922 ricoprì l’incarico di Senior Warden e nel 1924 divenne Worshipful Master, equivalente al Maestro Venerabile nella tradizione massonica italiana.
Il futuro Premio Nobel aveva dunque raggiunto il vertice della propria Loggia quattro anni prima della scoperta della penicillina.
È un elemento biografico significativo: quando Fleming osservò quella particolare muffa nella capsula di Petri nel 1928, non era semplicemente un uomo che aveva avuto in passato qualche contatto con la Massoneria. Era un Libero Muratore con quasi vent’anni di appartenenza e già Maestro della propria Loggia.
Non una sola Loggia
Il percorso massonico di Fleming non si limitò alla Sancta Maria.
Nel 1911 divenne joining member della London Scottish Rifles Lodge n. 2310, anch’essa all’Oriente di Londra.
Nel 1925 entrò inoltre nella Misericordia Lodge n. 3288.
Anche in quest’ultima Officina il suo impegno fu importante: nel 1935 ne divenne Maestro.
La documentazione della United Grand Lodge of England restituisce quindi l’immagine di un Fleming pienamente partecipe della vita della Libera Muratoria britannica.
Fleming ai vertici della Massoneria inglese
Con il passare degli anni arrivarono anche importanti riconoscimenti massonici.
Nel 1934 Fleming ricevette il London Grand Rank.
Nel 1942 la United Grand Lodge of England lo nominò Senior Grand Deacon.
Infine, nel 1948, gli venne conferito il rango di Past Senior Grand Warden.
La stessa United Grand Lodge of England annovera oggi Sir Alexander Fleming tra i propri Famous Freemasons, ricordandone sia la straordinaria carriera scientifica sia il percorso compiuto nella Libera Muratoria.
La sua appartenenza massonica non rappresenta dunque un dettaglio marginale della biografia, ma un’esperienza durata decenni e accompagnata dall’assunzione di responsabilità sempre maggiori.
Il 1928 e la scoperta della penicillina
Fu durante questo lungo percorso umano, scientifico e massonico che arrivò il 1928.
Fleming stava studiando gli stafilococchi quando osservò che una muffa cresciuta accidentalmente in una delle sue colture aveva prodotto intorno a sé un’area priva di batteri.
Cominciò quindi a sperimentare quella sostanza e ne verificò l’attività antibatterica.
La chiamò penicillina.
La scoperta, tuttavia, non produsse immediatamente l’antibiotico che conosciamo oggi.
Fleming presentò i risultati delle proprie ricerche nel 1929, ma per diversi anni la penicillina non ricevette l’attenzione che meritava, anche a causa delle difficoltà nel purificare e produrre la sostanza in quantità sufficienti.
Da Fleming a Florey e Chain
La svolta arrivò grazie al lavoro successivo di un gruppo di ricercatori dell’Università di Oxford, tra i quali Howard Walter Florey ed Ernst Boris Chain.
Le ricerche permisero di ottenere penicillina purificata in quantità e concentrazioni tali da renderne possibile l’impiego terapeutico.
Le sperimentazioni prima sugli animali e poi sull’uomo dimostrarono le straordinarie potenzialità della sostanza.
Durante la Seconda guerra mondiale la necessità di curare le infezioni dei soldati feriti accelerò enormemente la produzione industriale dell’antibiotico.
La penicillina entrò così nella pratica medica inaugurando una nuova epoca nella lotta alle infezioni batteriche.
Il Nobel del Fratello Fleming
Nel 1945 arrivò il massimo riconoscimento scientifico.
Il Premio Nobel per la Fisiologia o la Medicina venne assegnato congiuntamente ad Alexander Fleming, Howard Florey ed Ernst Boris Chain per la scoperta della penicillina e dei suoi effetti terapeutici nelle malattie infettive.
Un anno prima, nel 1944, Fleming era stato nominato cavaliere da re Giorgio VI.
Il Libero Muratore iniziato nella Sancta Maria Lodge nel 1909 era ormai diventato uno degli scienziati più famosi del XX secolo.
Un massone tra scienza, ricerca e servizio all’umanità
Il percorso di Fleming presenta una coincidenza biografica particolarmente interessante.
La sua vita scientifica fu dedicata alla ricerca e alla lotta contro le infezioni; parallelamente, per quasi mezzo secolo, partecipò alla vita della Massoneria inglese.
Sarebbe naturalmente improprio sostenere che la scoperta della penicillina sia stata una conseguenza della sua appartenenza massonica.
I due percorsi devono essere storicamente distinti.
Ciò che possiamo invece affermare è che lo scienziato e il Libero Muratore furono due dimensioni autentiche e contemporanee dello stesso uomo.
Quando Fleming divenne celebre per la penicillina era già un massone esperto. Quando ricevette il Nobel continuava a essere un esponente di primo piano della Massoneria inglese.
Il riconoscimento della United Grand Lodge of England
La testimonianza più autorevole della sua appartenenza proviene oggi proprio dalla United Grand Lodge of England, l’obbedienza alla quale appartenevano le sue Logge.
La UGLE ricorda ufficialmente Fleming tra i grandi Liberi Muratori della propria storia e ne ricostruisce con precisione il percorso:
1909 – iniziato nella Sancta Maria Lodge n. 2682;
1911 – entra nella London Scottish Rifles Lodge n. 2310;
1922 – Senior Warden della Sancta Maria;
1924 – Maestro della Sancta Maria Lodge;
1925 – entra nella Misericordia Lodge n. 3288;
1934 – riceve il London Grand Rank;
1935 – Maestro della Misericordia Lodge;
1942 – nominato Senior Grand Deacon della United Grand Lodge of England;
1948 – promosso Past Senior Grand Warden.
Una carriera massonica durata quasi mezzo secolo.
Alexander Fleming, un massone da Nobel
Fleming morì a Londra l’11 marzo 1955.
La scoperta iniziata da quella particolare osservazione del 1928 aveva ormai trasformato radicalmente la medicina.
Ma accanto allo scienziato, al medico, al ricercatore e al Premio Nobel rimane anche il Fratello Alexander Fleming.
La sua storia ricorda quanto numerosi protagonisti della scienza, della cultura e della società abbiano attraversato, nel corso dei secoli, le Officine massoniche.
Nel caso di Fleming questa appartenenza è particolarmente ben documentata: quasi cinquant’anni di vita massonica, due Logge guidate come Maestro e importanti incarichi nella United Grand Lodge of England.
Un uomo che dedicò la propria vita alla ricerca scientifica e che, attraverso una delle più importanti scoperte della medicina moderna, contribuì concretamente al progresso dell’umanità.






