Forlì si prepara a fare un salto nell’Ottocento. Dall’11 al 29 settembre 2026 il centro della città ospiterà il Festival del Risorgimento (il programma e le date sono confermati dal sito ufficiale del Festival del Risorgimento di Forlì) , una grande manifestazione dedicata alla storia dell’Unità d’Italia, con convegni, mostre, concerti, accampamenti, figuranti, antichi mestieri, parate e battaglie dal vivo. Tra i grandi protagonisti della storia risorgimentale che saranno ricordati durante il Festival c’è Giuseppe Garibaldi. L’Eroe dei Due Mondi fu anche uno dei più importanti Liberi Muratori italiani dell’Ottocento e, nel 1864, venne eletto Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia.
Dall’11 settembre Forlì celebra il Risorgimento
Prenderà il via venerdì 11 settembre il Festival del Risorgimento 2026, progetto culturale che porta per la prima volta nel cuore di Forlì una grande rievocazione storica dedicata al Risorgimento italiano.
L’apertura è prevista dalle 20 alle 23 nella Sala Randi del Comune di Forlì con il convegno “Il Risorgimento: una storia ancora tutta da riscoprire”.
Dal 12 al 27 settembre Palazzo del Podestà e Piazzetta della Pescheria ospiteranno inoltre la mostra “Res Pubblica: Visioni Contemporanee del Risorgimento Italiano”.
Il momento più spettacolare arriverà nel fine settimana del 19 e 20 settembre, quando Piazza Saffi e il centro storico saranno animati da accampamenti, figuranti, antichi mestieri, parate e dalla rappresentazione della battaglia in difesa della Repubblica Romana del 1849.
Il 18 settembre il Festival guarda a Giuseppe Garibaldi
All’interno del programma assume particolare interesse l’appuntamento di venerdì 18 settembre, quando nel Salone del Palazzo Comunale di Piazza Saffi si terrà il convegno:
“Oltre la camicia rossa: i valori garibaldini nel XXI secolo”.
Interverranno lo storico Aldo Alessandro Mola, Davide Gnola, scrittore e direttore del Museo della Marineria di Cesenatico, e il notaio Mario De Simone. A coordinare l’incontro sarà Paolo Morelli, direttore responsabile de “La Voce Repubblicana”.
Un’occasione per andare, come suggerisce lo stesso titolo, “oltre la camicia rossa” e riscoprire aspetti meno conosciuti della figura dell’Eroe dei Due Mondi.
Tra questi c’è certamente il suo profondo legame con la Libera Muratoria.
Garibaldi, il Fratello che divenne Gran Maestro
L’appartenenza di Giuseppe Garibaldi alla Massoneria non rappresentò un episodio marginale della sua biografia.
Il suo percorso iniziatico ebbe inizio durante gli anni trascorsi in America Latina.
Nel 1844, a Montevideo, Garibaldi entrò nella Loggia “Asil de la Vertud”. Il 18 agosto dello stesso anno la sua posizione venne regolarizzata nella Loggia “Amis de la Patrie”, all’obbedienza del Grande Oriente di Francia.
Durante il successivo soggiorno negli Stati Uniti, tra il 1851 e il 1853, frequentò inoltre la Tompkins Lodge n. 471 di Stapleton, New York.
La Libera Muratoria avrebbe continuato ad accompagnarlo per il resto della sua vita.
Il “Primo Libero Muratore d’Italia”
Il prestigio di Garibaldi nel mondo massonico crebbe parallelamente alla sua fama di protagonista del Risorgimento.
Durante la Prima Costituente Massonica Italiana, riunita a Torino tra il 26 dicembre 1861 e il primo gennaio 1862, venne acclamato “Primo Libero Muratore d’Italia”.
Gli fu consegnata una medaglia d’oro con la dedica:
“Primo Libero Muratore d’Italia Giuseppe Garibaldi”.
Pochi mesi dopo, l’11 marzo 1862, il Supremo Consiglio del Rito Scozzese di Palermo gli conferì i gradi dal quarto al 33° grado del Rito Scozzese Antico e Accettato.
Giuseppe Garibaldi Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia
Il passaggio più importante arrivò nel 1864.
Il 24 maggio, durante l’Assemblea Costituente riunita a Firenze, Giuseppe Garibaldi venne eletto Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, ottenendo 45 voti sui 50 espressi.
Da Caprera, il successivo 6 giugno, accettò ufficialmente la carica.
Il suo mandato fu breve: l’8 agosto dello stesso anno presentò le dimissioni per ragioni legate alle proprie condizioni di salute.
Ma il rapporto tra Garibaldi e la Massoneria italiana era tutt’altro che concluso.
Il 30 aprile 1872, l’Assemblea Costituente Massonica riunita a Roma lo proclamò per acclamazione Gran Maestro Onorario a Vita.
Garibaldi, il Risorgimento e la Libera Muratoria
Il Festival di Forlì offre quindi l’occasione per riscoprire una dimensione della storia risorgimentale spesso poco conosciuta dal grande pubblico.
Il rapporto tra Risorgimento e Massoneria fu infatti molto più ampio della sola vicenda personale di Garibaldi.
Patrioti, intellettuali e protagonisti della costruzione dello Stato unitario frequentarono le Logge, mentre la storia del Grande Oriente d’Italia si sviluppò negli stessi anni nei quali prendeva forma l’unità nazionale.
In Garibaldi queste due storie si incontrano in maniera particolarmente evidente.
L’Eroe dei Due Mondi non fu semplicemente un personaggio storico successivamente celebrato dalla Massoneria: fu egli stesso un Libero Muratore, raggiunse i vertici del Rito Scozzese e venne chiamato alla guida del Grande Oriente d’Italia.
“Oltre la camicia rossa”
Il titolo scelto per il convegno forlivese del 18 settembre appare quindi particolarmente significativo.
Andare “oltre la camicia rossa” significa riscoprire Garibaldi nella complessità delle sue idee, delle sue battaglie e delle sue appartenenze.
Generale, rivoluzionario, patriota, sostenitore dell’emancipazione dei popoli, Eroe dei Due Mondi.
E anche Fratello Giuseppe Garibaldi, Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia.
Il Festival del Risorgimento di Forlì rappresenta un’occasione preziosa per riportare al centro del dibattito pubblico una stagione fondamentale della storia italiana e per conoscere più da vicino gli uomini, gli ideali e le associazioni che contribuirono alla costruzione dell’Italia unita.






