L’8 agosto 1849 Ugo Bassi, frate barnabita, patriota e Libero Muratore, veniva fucilato dagli austriaci a Bologna insieme a Giovanni Livraghi. La sua vicenda si intreccia con la Repubblica Romana, la Legione Garibaldina e la difesa degli ideali di libertà e unità nazionale. A ricordarlo è anche la Loggia “Ugo Bassi” n. 1216 all’Oriente di Bologna.
Un frate, un patriota, un massone
La figura di Ugo Bassi occupa un posto particolare nella storia del Risorgimento italiano. Religioso barnabita, predicatore appassionato, patriota e combattente al fianco dei volontari garibaldini, Bassi fu una delle figure più popolari e carismatiche della stagione rivoluzionaria del 1848-1849.
La sua vicenda umana e politica si concluse tragicamente a Bologna, dove l’8 agosto 1849 venne fucilato dagli austriaci insieme al patriota Giovanni Livraghi.
Ma Bassi fu anche Libero Muratore. Documenti antichi, come ricorda l’articolo pubblicato da Erasmo e dedicato alla memoria del Fratello, indicano infatti la sua appartenenza alla Loggia Concordia di Bologna, alla quale sarebbe stato legato già alla fine degli anni Trenta dell’Ottocento.
È proprio questa duplice dimensione — quella del religioso e quella del patriota impegnato per la libertà — a rendere la sua figura particolarmente significativa nella memoria del Risorgimento italiano.
Dalla predicazione alla causa nazionale
Ugo Bassi nacque a Cento, in provincia di Ferrara, il 12 agosto 1801, con il nome di Giuseppe Bassi. Successivamente adottò il nome di Ugo in omaggio al poeta Ugo Foscolo.
Adolescente durante l’età napoleonica, studiò presso il Collegio Barnabita di Bologna, entrando progressivamente negli ambienti culturali della città.
La sua formazione religiosa non gli impedì di avvicinarsi alle idee patriottiche che attraversavano l’Italia. Al contrario, la sua predicazione divenne sempre più caratterizzata da richiami alla libertà, alla dignità dei popoli e alla necessità di un rinnovamento civile.
Un ruolo importante nella sua formazione ideale ebbe anche la diffusione delle idee di Gioacchino Murat, che nel celebre Proclama di Rimini del 1815 aveva lanciato un appello per una Italia libera e unita.
Bassi divenne così un predicatore conosciutissimo e ricercato, ma la sua attività religiosa e le sue denunce contro le ingiustizie sociali lo misero spesso in contrasto con le gerarchie ecclesiastiche.
La Massoneria e la Loggia Concordia di Bologna
La documentazione ricordata da Erasmo attribuisce a Ugo Bassi l’appartenenza alla Loggia Concordia di Bologna già alla fine degli anni Trenta dell’Ottocento.
Il rapporto tra il patriota barnabita e la Libera Muratoria si colloca dunque nel contesto politico e culturale che precedette le grandi insurrezioni del 1848.
La sua figura testimonia anche la complessità del Risorgimento italiano, nel quale uomini provenienti da esperienze molto differenti — religiosi, intellettuali, militari, democratici e massoni — poterono ritrovarsi accomunati dall’aspirazione alla libertà e all’indipendenza nazionale.
Per Bassi la dimensione religiosa e quella patriottica non sembravano necessariamente contrapporsi. La sua predicazione divenne infatti uno degli strumenti attraverso i quali comunicava alle popolazioni gli ideali di rinnovamento politico e civile.
Il 1848 e la guerra contro l’Austria
Nel 1848, allo scoppio della Prima guerra d’indipendenza, Bassi si unì ai volontari partiti per combattere contro l’Austria.
Il suo impegno non fu soltanto simbolico. A Treviso offrì il proprio sostegno morale ai combattenti e successivamente raggiunse Venezia, dove avrebbe sostenuto la Repubblica di San Marco.
L’anno successivo lo vide invece protagonista della grande esperienza della Repubblica Romana.
Nel febbraio 1849 venne proclamata la Repubblica Romana, destinata a diventare uno degli episodi più significativi della stagione rivoluzionaria italiana. Tra i suoi protagonisti vi furono Giuseppe Garibaldi, Giuseppe Mazzini, Aurelio Saffie numerosi volontari provenienti da tutta la penisola.
Bassi si schierò al fianco di Garibaldi e divenne cappellano della Legione Garibaldina.
Non si limitò quindi a sostenere la causa patriottica con la parola: accompagnò concretamente i volontari nella loro drammatica ritirata verso Venezia.
La caduta della Repubblica Romana
La caduta della Repubblica Romana costrinse Garibaldi e i suoi uomini ad abbandonare Roma.
Iniziò così una delle pagine più drammatiche del Risorgimento.
Garibaldi, Anita, Ugo Bassi, Giovanni Livraghi, Francesco Nullo, Ciceruacchio e gli altri volontari intrapresero la fuga attraverso l’Italia centrale, cercando di raggiungere Venezia.
Il viaggio fu segnato da combattimenti, inseguimenti e continue difficoltà.
Arrivati nella zona di San Marino, il gruppo dovette nuovamente dividersi. Garibaldi e Anita proseguirono verso nord, mentre Bassi e Livraghi continuarono il loro cammino fino alla zona di Comacchio.
Qui furono catturati dagli austriaci.
La cattura e la condanna a morte
La sorte dei due patrioti era ormai segnata.
Ugo Bassi e Giovanni Livraghi vennero trasferiti a Bologna, dove furono sottoposti a un processo sommario.
Il 7 agosto 1849, secondo la ricostruzione riportata da Erasmo, vennero condannati a morte.
Il giorno successivo, 8 agosto 1849, furono condotti nel luogo dell’esecuzione.
La fucilazione avvenne presso gli archi 66 e 67 del portico che da San Luca conduce alla Certosa di Bologna, nei pressi dell’area oggi legata alla memoria dello storico episodio.
La scena della cattura e della fucilazione di Bassi e Livraghi è stata rappresentata anche nella pittura risorgimentale. L’articolo di Erasmo riproduce un dipinto di Gaetano Belvedere, che raffigura proprio l’istante precedente alla fucilazione presso il portico di San Luca.
Il corteo verso la Certosa
La morte di Ugo Bassi provocò una profonda commozione nella popolazione bolognese.
La memoria del Fratello è rimasta legata anche al piccolo corteo che, dopo la sua morte, accompagnò le sue spoglie verso il cimitero.
La Loggia Ugo Bassi n. 1216 all’Oriente di Bologna, nel ricordare la proclamazione della Repubblica Romana del 9 febbraio 1849, ha rievocato proprio quella vicenda con una visita nel luogo della sua sepoltura.
La memoria massonica si è così intrecciata con quella civile e risorgimentale della città.
La memoria di Ugo Bassi a Bologna
Bologna ha conservato nel proprio tessuto urbano numerose tracce della vicenda di Ugo Bassi.
La più evidente è naturalmente la via Ugo Bassi, una delle principali arterie del centro storico, e il monumento dedicato al patriota.
La sua memoria è inoltre custodita dalla Rispettabile Loggia “Ugo Bassi” n. 1216, all’Oriente di Bologna, che porta il nome del religioso e patriota.
La scelta di dedicare una Loggia a Bassi assume un significato particolare proprio per la sua duplice identità: uomo di fede e uomo impegnato nella lotta per la libertà, protagonista della stagione risorgimentale e Fratello della Libera Muratoria.
Un martire della libertà
La vicenda di Ugo Bassi si conclude a soli 47 anni, ma la sua morte contribuisce a trasformarlo rapidamente in una figura simbolica.
Il frate barnabita che aveva predicato nelle piazze italiane, il patriota che aveva seguito Garibaldi e il massone appartenente alla Loggia Concordia di Bologna diventa, nella memoria collettiva, uno dei martiri del Risorgimento.
Il suo sacrificio si colloca nel momento più drammatico della lotta per l’indipendenza e l’unità italiana, quando le esperienze della Repubblica Romana e della Prima guerra d’indipendenza venivano sconfitte dalle forze restauratrici.
Ma proprio la sconfitta militare non cancellò gli ideali che avevano animato quella generazione.
Libertà, indipendenza, unità e dignità civile continuarono infatti a rappresentare il patrimonio ideale del Risorgimento e sarebbero confluiti, poco più di un decennio dopo, nella nascita dello Stato italiano.
Ugo Bassi rimane così una delle figure nelle quali la storia religiosa, quella patriottica e quella massonica dell’Ottocento italiano si incontrano in maniera particolarmente intensa.
Approfondimento
L’articolo “Il frate eroe e massone”, pubblicato su Erasmo, ricostruisce la vicenda di Ugo Bassi a partire dalla memoria della Loggia Ugo Bassi n. 1216 all’Oriente di Bologna, ricordando la sua appartenenza alla Loggia Concordia Umanitaria e il percorso che lo condusse dalla predicazione religiosa alla partecipazione alle guerre risorgimentali, fino alla cattura e alla fucilazione dell’8 agosto 1849.






