Oggi, 23 settembre 2026, l’Equinozio d’Autunno segna nell’emisfero boreale l’inizio dell’autunno astronomico. Un momento di passaggio nel ciclo della natura che, nella lettura simbolica, richiama l’equilibrio tra Luce e oscurità, il raccoglimento e la necessità di rivolgere lo sguardo verso la propria interiorità. Temi che trovano profonde corrispondenze anche nel percorso iniziatico della Libera Muratoria.
L’Equinozio d’Autunno 2026
Alle 2:05 italiane del 23 settembre 2026 si verifica l’Equinozio d’Autunno.
Dal punto di vista astronomico è l’istante nel quale il Sole, nel suo moto apparente, attraversa l’equatore celeste dirigendosi verso l’emisfero australe. Da questo momento, nell’emisfero boreale, le ore di oscurità cominciano progressivamente a prevalere su quelle di luce.
La stessa parola equinozio deriva dal latino aequa nox, espressione che significa “notte uguale” e rimanda alla condizione di sostanziale equilibrio tra la durata del giorno e quella della notte.
È bene precisare che giorno e notte non durano esattamente dodici ore nel giorno dell’equinozio, a causa di fenomeni astronomici e atmosferici come la rifrazione della luce solare. Rimane tuttavia l’idea di un punto di equilibrio nel grande ciclo delle stagioni.
Il ciclo della natura e il simbolismo massonico
Fin dall’antichità, equinozi e solstizi hanno rappresentato molto più di semplici fenomeni astronomici.
Il movimento apparente del Sole, l’alternarsi della Luce e dell’oscurità, la morte e la rinascita della natura hanno fornito all’uomo un vastissimo patrimonio di immagini e simboli.
Anche la Libera Muratoria ha fatto propria una parte di questo linguaggio simbolico.
Il Grande Oriente d’Italia ha più volte dedicato approfondimenti al rapporto tra Massoneria, cicli solari e ricorrenze stagionali, con particolare attenzione ai solstizi e alla tradizione dei due San Giovanni.
Il significato iniziatico non consiste naturalmente nell’attribuire all’equinozio proprietà misteriose o soprannaturali. Il fenomeno astronomico diventa piuttosto occasione di riflessione sull’uomo e sul suo cammino interiore.
Luce e oscurità
Uno dei simboli fondamentali della Libera Muratoria è la Luce.
La Luce rappresenta conoscenza, consapevolezza e ricerca della verità. Il passaggio dalle tenebre alla Luce costituisce una delle immagini fondamentali attraverso le quali viene rappresentato simbolicamente il cammino iniziatico.
All’Equinozio d’Autunno Luce e oscurità raggiungono idealmente una condizione di equilibrio.
Da quel momento, nel nostro emisfero, le giornate continueranno ad accorciarsi fino al Solstizio d’Inverno, quando la notte raggiungerà la sua massima durata e inizierà nuovamente il lento ritorno della Luce.
In questa alternanza è possibile leggere simbolicamente una delle lezioni del percorso massonico: la Luce acquista significato proprio perché esiste l’oscurità.
La conoscenza non è qualcosa di definitivamente acquisito. È il risultato di una ricerca continua, nella quale l’uomo deve confrontarsi anche con i propri limiti, le proprie contraddizioni e ciò che ancora non conosce.
L’equilibrio come ricerca
L’equinozio suggerisce soprattutto una parola: equilibrio.
Equilibrio non significa immobilità.
Il punto di equilibrio dell’equinozio dura infatti soltanto un istante: immediatamente dopo, il movimento continua.
È un’immagine particolarmente suggestiva per il Libero Muratore.
Anche l’equilibrio interiore non rappresenta una condizione raggiunta una volta per tutte, ma qualcosa che deve essere continuamente ricercato e ricostruito.
Tra ragione e sentimento.
Tra parola e silenzio.
Tra individuo e comunità.
Tra libertà personale e responsabilità verso gli altri.
Tra ciò che siamo e ciò che aspiriamo a diventare.
Il lavoro sulla pietra
Nella simbologia massonica il perfezionamento dell’individuo viene rappresentato dal lavoro sulla pietra grezza.
La pietra deve essere progressivamente lavorata, eliminando asperità e imperfezioni.
Non si tratta della ricerca di una perfezione assoluta, ma di un processo continuo di conoscenza e miglioramento di sé.
L’Equinozio d’Autunno può allora diventare simbolicamente un momento nel quale interrogarsi sul lavoro compiuto e su quello ancora da compiere.
La natura entra progressivamente nella stagione del raccoglimento. Le giornate si accorciano, la vegetazione rallenta il proprio ciclo e la Luce esterna diminuisce.
Simbolicamente, proprio quando diminuisce la Luce esteriore può diventare ancora più importante alimentare quella interiore.
“Conosci te stesso”
La ricerca della conoscenza di sé costituisce uno dei grandi temi della tradizione iniziatica occidentale.
Il “Conosci te stesso” dell’antica tradizione delfica attraversa secoli di filosofia e di pensiero e trova una particolare consonanza con il lavoro massonico.
Lo ha ricordato recentemente anche il Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia Antonio Seminario, definendo il Tempio il luogo “regolarissimo” e “illuminatissimo” della conoscenza di sé.
Il Tempio non è dunque soltanto uno spazio fisico.
È anche la rappresentazione simbolica di uno spazio nel quale l’uomo sospende temporaneamente il rumore del mondo profano per interrogare se stesso.
Da questo punto di vista, l’autunno offre un’immagine particolarmente efficace: dopo l’espansione e la luminosità dell’estate arriva il tempo del raccoglimento.
Dal Tempio interiore al mondo
La ricerca interiore massonica, tuttavia, non dovrebbe esaurirsi nell’introspezione.
Il lavoro compiuto nel Tempio acquista significato quando i suoi effetti vengono portati nella società.
Conoscere meglio se stessi significa anche diventare maggiormente consapevoli delle proprie responsabilità nei confronti degli altri.
La ricerca della Luce diventa allora ricerca della conoscenza; il perfezionamento individuale si accompagna all’aspirazione al perfezionamento dell’umanità; la costruzione simbolica del Tempio diventa impegno quotidiano nella costruzione di una società fondata sul dialogo, sulla tolleranza e sul rispetto della dignità dell’uomo.
Un momento per fermarsi e guardare dentro di sé
L’Equinozio d’Autunno può dunque essere letto come un invito.
Un invito a ritrovare la misura.
A riconoscere la necessità dell’equilibrio.
A comprendere che Luce e oscurità appartengono entrambe al percorso dell’uomo.
E soprattutto a riprendere continuamente quel lavoro sulla propria pietra che non può mai considerarsi definitivamente concluso.
Perché il viaggio iniziatico non consiste nel raggiungere una meta definitiva, ma nel continuare a cercare.
𝗡𝗲𝗹 𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗼 𝗶𝗻 𝗰𝘂𝗶 𝗟𝘂𝗰𝗲 𝗲 𝗼𝘀𝗰𝘂𝗿𝗶𝘁𝗮̀ 𝘀𝗶 𝗶𝗻𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗮𝗻𝗼 𝗶𝗻 𝘂𝗻 𝗽𝘂𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗲𝗾𝘂𝗶𝗹𝗶𝗯𝗿𝗶𝗼, 𝗹’𝗶𝗻𝘃𝗶𝘁𝗼 𝗲̀ 𝗮 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗶𝗻𝘂𝗮𝗿𝗲 𝗮 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗮𝗿𝗲 𝘀𝘂 𝗻𝗼𝗶 𝘀𝘁𝗲𝘀𝘀𝗶, 𝗰𝗲𝗿𝗰𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗰𝗼𝗻𝗼𝘀𝗰𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗾𝘂𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗟𝘂𝗰𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗽𝘂𝗼̀ 𝗼𝗿𝗶𝗲𝗻𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗶𝗹 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗼 𝗰𝗮𝗺𝗺𝗶𝗻𝗼.
Buon Equinozio d’Autunno a tutti i Fratelli e a tutti coloro che continuano, ciascuno lungo il proprio cammino, a cercare la Luce.






