Alexander Fleming, il medico massone che cambiò la storia dell’umanità con la penicillina
Il 6 agosto 1881 nasce a Darvel, nell’Ayrshire scozzese, Sir Alexander Fleming, medico, biologo e microbiologo destinato a rivoluzionare la medicina moderna con una scoperta che avrebbe salvato milioni di vite: la penicillina, il primo antibiotico impiegato con successo nella pratica clinica.
La sua vicenda scientifica è la dimostrazione di come la preparazione, la curiosità e la capacità di osservazione possano trasformare un apparente incidente di laboratorio in una delle più grandi conquiste della storia dell’umanità.
La formazione e gli inizi della carriera
Alexander Fleming nacque il 6 agosto 1881 in una famiglia di agricoltori a Lochfield, nei pressi di Darvel, in Scozia. Rimasto orfano di padre a soli sette anni, riuscì con grande determinazione a proseguire gli studi fino a trasferirsi a Londra.
Nel 1901 entrò al St. Mary’s Hospital Medical School, dove il suo talento fu subito notato dal celebre batteriologo Sir Almroth Wright, pioniere della vaccinazione. Fu proprio Wright a indirizzarlo definitivamente verso la batteriologia e la ricerca scientifica.
Durante la Prima guerra mondiale Fleming prestò servizio come ufficiale medico del Royal Army Medical Corps negli ospedali militari francesi. L’esperienza diretta sui campi di battaglia gli fece comprendere come molte morti non fossero causate dalle ferite, ma dalle infezioni batteriche che seguivano i traumi.
Da quel momento dedicò tutta la propria attività alla ricerca di sostanze capaci di combattere efficacemente i batteri.
La scoperta del lisozima
Prima della penicillina, Fleming realizzò un’altra importante scoperta.
Nel 1922 individuò il lisozima, un enzima naturalmente presente nelle lacrime, nella saliva, nel muco nasale e in altri fluidi corporei, capace di distruggere numerosi batteri innocui.
La scoperta dimostrava per la prima volta che il corpo umano possiede efficaci sistemi naturali di difesa contro i microrganismi.
La muffa che cambiò il mondo
La mattina del 28 settembre 1928, rientrando dalle vacanze estive nel laboratorio del St. Mary’s Hospital di Londra, Fleming notò qualcosa di insolito.
Una delle capsule di Petri contenenti colture di stafilococchi era stata accidentalmente contaminata da una muffa del genere Penicillium notatum.
L’osservazione che attirò la sua attenzione fu sorprendente: attorno alla muffa i batteri erano completamente scomparsi.
Molti ricercatori avrebbero semplicemente eliminato quella coltura contaminata.
Fleming, invece, comprese immediatamente che quella muffa produceva una sostanza capace di impedire la crescita batterica.
Isolò così il principio attivo, che chiamò penicillina.
Come egli stesso avrebbe ricordato molti anni dopo:
«A volte uno trova ciò che non cerca.»
Dalla scoperta al farmaco
L’intuizione di Fleming era straordinaria, ma il problema era riuscire a produrre la penicillina in quantità sufficienti.
Per oltre dieci anni la scoperta rimase confinata ai laboratori.
La vera svolta arrivò grazie al lavoro del gruppo di Oxford guidato da Howard Walter Florey ed Ernst Boris Chain, che riuscì a purificare la sostanza e a renderla utilizzabile clinicamente.
Nel 1940 i risultati sperimentali sugli animali dimostrarono l’efficacia del nuovo antibiotico.
Nel 1942 venne curato con successo il primo paziente.
L’anno successivo iniziò la produzione industriale negli Stati Uniti e, durante la Seconda guerra mondiale, milioni di dosi di penicillina salvarono la vita a soldati e civili.
L’antibiotico segnò l’inizio dell’era moderna della farmacoterapia.
Il Premio Nobel
Nel 1945 Alexander Fleming ricevette il Premio Nobel per la Medicina, condividendolo con Howard Florey ed Ernst Boris Chain.
La motivazione riconosceva il loro contributo allo sviluppo della penicillina e alla sua applicazione terapeutica.
Negli anni successivi Fleming divenne una delle figure scientifiche più celebri del mondo.
Nel 1944 re Giorgio VI lo insignì del titolo di Sir.
Fu membro di importanti accademie scientifiche internazionali, ricevette lauree honoris causa da numerose università e continuò la propria attività di ricerca fino agli ultimi anni di vita.
Morì a Londra l’11 marzo 1955.
Alexander Fleming e la Massoneria
Meno nota, ma storicamente documentata, è la sua intensa attività nella Libera Muratoria.
Fleming fu iniziato nel 1909, a ventisette anni, nella Sancta Maria Lodge No. 2682 di Londra.
All’interno della loggia ricoprì numerosi incarichi:
- Maestro Venerabile;
- Tesoriere;
- Segretario.
Entrò successivamente anche nella prestigiosa Misericordia Lodge No. 3286, della quale divenne Segretario nel 1942.
La United Grand Lodge of England gli conferì importanti onorificenze fino al grado di Past Senior Grand Warden, riconoscendone il prestigio scientifico e umano.
La sua appartenenza massonica è oggi ricordata anche dalla stessa United Grand Lodge of England, che lo annovera tra i più illustri Liberi Muratori britannici.
La leggenda di Churchill
Tra le storie più note legate a Fleming figura quella secondo cui, da ragazzo, avrebbe salvato dall’annegamento Winston Churchill e che, anni dopo, la penicillina avrebbe ricambiato quel gesto salvando la vita allo statista britannico.
Questa vicenda è tuttavia considerata una leggenda priva di fondamento storico.
Le verifiche documentali condotte dal Churchill Centre e da numerosi biografi dimostrano infatti che non esistono prove dell’episodio del salvataggio né del successivo finanziamento degli studi di Fleming da parte della famiglia Churchill.
La storia continua a circolare perché trasmette un forte messaggio di solidarietà e fraternità, ma deve essere considerata una narrazione popolare e non un fatto storico.
Un’eredità che continua
L’importanza di Alexander Fleming va ben oltre la scoperta della penicillina.
Il suo metodo scientifico insegna ancora oggi che il progresso nasce dalla capacità di osservare con attenzione la realtà, di mettere in discussione l’ovvio e di riconoscere valore anche negli eventi apparentemente casuali.
La sua figura rimane il simbolo di una medicina fondata sulla ricerca, sull’umiltà intellettuale e sul servizio all’umanità.
Bibliografia essenziale
- Alexander Fleming, Nobel Lecture, 11 dicembre 1945 – NobelPrize.org.
- A. Maurois, La vita di Alexander Fleming, Arnoldo Mondadori Editore.
- Kevin Brown, Penicillin Man: Alexander Fleming and the Antibiotic Revolution, 2004.
- L. Florey, The Man Who Made Penicillin, Sun Books, Melbourne, 1972.
- G. Seganti, Massoni illustri, Atanor.
- Kendall F. Haven, Marvels of Science: 50 Fascinating 5-Minute Reads, Libraries Unlimited, 1994.
- The Lancet, On the bacteriology of septic wounds, Vol. 186, n. 4803, 18 settembre 1915.
- United Grand Lodge of England, Sir Alexander Fleming (profilo biografico e massonico).
- Società Italiana di Fisica, MassonicaMente, nn. 24-25 (2022), articolo di Velia Iacovino dedicato ad Alexander Fleming.






